TRATTAMENTI E CURA
Grazie alla costante ricerca scientifica e alla strumentazione EASYTEAR® ALL IN ONE gli specialisti ed i medici oculisti hanno la possibilità di diagnosticare in maniera precisa le alterazioni del film lacrimale e sono in grado di individuare la lacrima artificiale appropriata, l’uso della lente a contatto più adeguata o la giusta terapia.
Lo specialista competente specializzato in occhio secco pone il paziente al centro di un processo di prevenzione continua e utilizza strategie mirate al fine di gestire e alleviare i sintomi o intraprendere la cura con un percorso terapeutico personalizzato.
La sindrome da occhio secco marginale è trattata abitualmente in modo topico, abbassando l’osmolarità attraverso l’uso di lacrime artificiali ma a volte può essere anche patologica e necessita di una valutazione specialistica dal medico oculista.
CONSIGLI PRATICI PER L'OCCHIO SECCO
Il trattamento della sindrome di occhio secco deve essere effettuato da uno specialista competente, ma alcuni rimedi possono talvolta risultare molto efficaci. Ecco alcune indicazioni mirate a ridurre fastidi e disagi.
- Evitare esposizione diretta a sistemi di condizionamento, luoghi ventosi, aree molto ventilate.
- Evitare ambienti troppo secchi e scarsi di umidificazione.
- Ridurre o eliminare il fumo di sigaretta.
- Evitare l’uso di creme irritanti o altri prodotti fastidiosi nella zona perioculare.
- Igiene e frequente pulizia dei margini palpebrali.
- Uso di occhiali da sole in caso di forti esposizioni a raggio UVA o UVB
- Uso di occhiali protettivi in ambienti ventosi o polverosi.
- Alimentazione ricca di vitamina B3, B6, B12, Omega 3,6,7,9.
- Assunzione di oltre un litro di acqua fuori dai pasti principali.
- Sospensione o riduzione di farmaci influenti negativamente sulla secrezione lacrimale: beta bloccanti, ansiolitici, antidepressivi, ecc. (solo dopo consulto medico)
SBATTERE LE PALPEBRE
Sbattere le palpebre serve a mantenere intatto il film lacrimale sulla superficie dell’occhio che ci fa vedere nitidamente e ci protegge da corpi estranei e sostanze irritanti. Fissare gli schermi per periodi prolungati di tempo significa sbattere le palpebre meno frequentemente e aumentare il rischio di sviluppare i sintomi della malattia dell’occhio secco.
Anche lo scarso o incompleto ammiccamento (blink), rallenta la diffusione omogenea del film lacrimale sulla superficie dell’occhio con conseguenze di affaticamento, bruciore, irritazione e dolore. Se lo stimolo persiste a lungo questo provoca una infiammazione che può diventare cronica. Studi hanno dimostrato che la visione di fronte a schermi digitali determina una diminuzione del rateo di ammiccamento del 40%.
La sindrome da occhio secco è sempre più un disturbo presente nella popolazione dei giovanissimi e non è più appannaggio solo della popolazione adulta o anziana. I ragazzi dai 15 ai 25 anni accede ai social media innumerevoli volte al giorno e anche i contenuti video che prima erano fruiti in televisione oggi si vedono sugli schermi degli smartphone. Questo significa una enorme quantità di visione da vicino che porta a stanchezza oculare e disturbi della visione di varia entità (peggioramento della miopia).
Esperti dell’occhio secco di fama internazionale della TFOS1 raccomandano di seguire la regola 20/20/20:
- Ogni 20 minuti di visione da vicino fissa un punto lontano 20 piedi (6.096 metri) per almeno 20 secondi.
- Ogni 20 minuti chiudi le palpebre e poi strizzale leggermente per 2 secondi svolgendo un ammiccamento.
Questa semplice azione ripristina il film lacrimale, riattiva la vista a distanza e riposa gli occhi!
TFOS ha lanciato la CAMPAGNA SOCIAL #thinkblink con un video visualizzabile e condivisibile al seguente link: https://youtu.be/HMg0TSRJ89c
SECCHEZZA OCULARE E LENTI A CONTATTO
Circa metà dei portatori di lenti a contatto lamenta fastidio (Contact Lens Disease CLD)1, possono essere colpiti dalla sindrome da occhio secco fino ad arrivare all’intolleranza o abbandono delle lenti (drop-out). A questa situazione si può arrivare per un insieme di fattori: non corretto polimero delle lenti, non idonee proprietà tecnico-fisiche del materiale, non corretta applicazione/appoggio della lente, sistema di manutenzione e pulizia delle lenti non adeguato. La lente a contatto non deve creare una barriera al passaggio d’ossigeno, non deve alterare la fisiologia e le strutture oculari o l’equilibrio del film lacrimale.
Per questo motivo anche per una semplice e banale lente a contatto monouso o cosmetica è necessario affidarsi a degli specialisti competenti e preparati per l’applicazione di lenti con materiali particolari e i parametri più idonei alla vostra fisiologia oculare (progettazione di lenti a contatto con geometrie diverse da quelle di pronta consegna). La sindrome da occhio secco viene curata anche con l’uso di speciali lenti a contatto terapeutiche protettive.
LE LACRIME ARTIFICIALI
Le lacrime artificiali o sostituti lacrimali hanno la funzione di “integrare” la parte scarsa o mancante del film lacrimale pre-corneale naturale. Esistono vari tipi di lacrime artificiali, ognuna delle quali con caratteristiche fisico chimiche differenti nella composizione o nella concentrazione, più o meno viscose e dense nel tentativo di idratare la superficie oculare riducendo il fastidio ed il disagio che lamenta la persona affetta da occhio secco. Le lacrime artificiali possiedono l’azione detergente, lubrificante e umettante delle lacrime naturali; molte di esse sono prodotti da banco o non sono registrate come farmaci ma come parafarmaceutici per cui sono acquistabili senza ricetta. Se sono sotto forma di monodose non contengono conservanti (meno tossici per la superficie oculare) e in caso di somministrazioni con alta frequenza nell’arco della stessa giornata e/o per lunghi periodi sono vivamente consigliate. In casi di grave secchezza può essere necessario instillare un gel appropriato anche prima di coricarsi. Qualora l’uso di lacrime artificiali non sia sufficiente e c’è il rischio potenziale di danni alla cornea (cheratocongiuntivite secca) si possono usare particolari lenti a contatto terapeutiche.
IMPACCHI TIEPIDI
Un rimedio naturale all’occhio secco evaporativo sono gli impacchi con garze sterili riscaldate in acqua calda. Sigillate singolarmente in confezioni monouso le garze sterili di cotone naturale sono imbevute di una soluzione a base di estratti vegetali in grado di svolgere un’attività detergente, emolliente, lenitiva e decongestionante molto utili anche per l’igiene perioculare e nel caso di blefariti.
Studi e pratica clinica hanno dimostrato come il calore favorisca ad ammorbidire e facilitare la fuoriuscita del meibum dalle ghiandole di Meibomio che, se ostruite, spesso portano alla sindrome di occhio secco marginale. Il trattamento è molto semplice. Ogni garza e viene immersa in acqua calda (40-50°) per qualche minuto affinchè accumuli temperatura. La garza viene applicata sull’occhio chiuso e rimane per alcuni minuti dopodichè procedendo dal canto interno (parte vicino al naso) al canto esterno (parte vicino alla tempia) passare la garza sulla rima palpebrale producendo simultaneamente una leggera pressione. Il calore e il massaggio creato dalla leggera pressione sulle palpebre è una terapia che consente a dotti ostruiti e malfunzionanti delle ghiandole di Meibomio di aprirsi e ripristinare il loro funzionamento.
LUCE PULSATA
La Luce Pulsata, IPL o la nuovissima IRPL (Intense Regulated Pulsed Light), è un dispositivo di ultima generazione che crea un nuovo tipo di luce pulsata policromatica che stimola le ghiandole del Meibomio a riprendere il loro normale funzionamento. Il meccanismo di azione si basa sul trasferimento di calore, che ammorbidisce e facilita la fuoriuscita del meibum e riduce la trombosi del sistema vascolare adiacente alle ghiandole di Meibomio. Il trattamento è semplice, indolore e la seduta dura pochi minuti. Il paziente si accomoda su di un lettino con la testa sollevata di 30 gradi. Una mascherina di metallo viene appoggiata sugli occhi per protezione e del GEL viene spalmato sulle palpebre. Una serie di 4 o 5 flash vengono applicati intorno alla palpebra inferiore, in sequenza, dal canto interno (parte vicino al naso) al canto esterno (parte vicino alla tempia). Lo stesso procedimento viene seguito anche per l’altro occhio.
La stimolazione permette alle Ghiandole del Meibomio di riprendere la propria normale funzione già dopo 2 ore dal trattamento. Il successo completo della terapia, tuttavia, si ottiene solo se si esegue il protocollo completo che consiste in 4 sedute intervallate in tempi prestabiliti.
SOSTITUTI LACRIMALI BIOLOGICI
È stato dimostrato che favoriscono maggiormente il mantenimento della morfologia e la proliferazione delle cellule epiteliali corneali umane rispetto ai sostituti lacrimali artificiali. Il siero autologo contiene in particolare una serie di fattori anti-infiammatori che potenzialmente inibiscono i mediatori solubili della cascata infiammatoria che si realizza a livello della superficie oculare nella sindrome da disfunzione lacrimale.
TERAPIA ANTI-INFIAMMATORIA MIRATA
Nell’ambito della terapia anti-infiammatoria per l’occhio secco sono i corticosteroidi topici, le tetracicline e la ciclosporina in collirio. Sono effettuati svariati approcci, che possono essere classificati in 3 gruppi:
I secretogoghi: stimolano la secrezione della componente mucosa del film lacrimale da parte delle cellule mucipare caliciformi congiuntivali.
Immunomodulatori: includono ciclosporina, corticosteroidi topici, tetracicline per via orale.
Ormoni: questo tipo di trattamento agisce su una delle cause scatenanti la ridotta produzione lacrimale.
OCCLUSIONE DEI PUNTINI LACRIMALI
L’obiettivo che sta alla base dell’occlusione dei puntini lacrimali è l’inibizione del drenaggio lacrimale al fine di trattenere le lacrime sulla superficie oculare il più a lungo possibile. L’occlusione può essere ottenuta mediante tappi in collagene, silicone, gelatina oppure mediante cauterizzazione o laser. L’occlusione può essere temporanea o permanente, ottenuta con o non tapini riassorbibili. La procedura di applicazione dei tappini da parte del medico oculista richiede meno di un minuto ed è completamente indolore.
PROBING
Consiste nella la pulizia da parte del medico oculista delle ghiandole di Meibomio con un’apposita cannula. E’ un trattamento ambulatoriale non invasivo che si pratica con una sola goccia di collirio anestetico e risolve efficacemente la disfunzione delle ghiandole Meibomio.
Tutte le informazioni ed i vari consigli sui trattamenti esposti in questa pagina e/o sito sono possibili solo dopo aver eseguito una visita dallo specialista competente in occhio secco e dal medico oculista. Non si assume nessuna responsabilità
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1Tear Film & Ocular Surface Society (TFOS) è stata fondata a Boston negli Stati Uniti nel 2000 ed è leader mondiale nell’educazione alla salute degli occhi. TFOS ha coinvolto più di 150 esperti di tutto il mondo e dopo più di due anni di lavoro, hanno raggiunto un consenso globale su molteplici aspetti relativi alla malattia dell’occhio secco, l’eziologia, il modo in cui viene diagnosticata e gestita la malattia. Il rapporto DEWS II è ai vertici delle classifiche per citazioni ed è considerato oggi la massima autorità sulla malattia dell’occhio secco. Nel 2019 è stata inoltre presentata la versione adattata per i pazienti, che è disponibile sul sito della società scientifica: www.tearfilm.org.